Grotte di Prastarà

Nella vallata del fiume S. Elia, nel comune di Montebello Jonico in Provincia di Reggio Calabria, di fronte alla roccia a “cinque dita” di Pentedattilo, si staglia la roccia di Prastarà.

All’interno di essa si apre una grande spelonca, detta volgarmente “La caverna dei Ladri”. E’ noto che in essa siano stati ritrovati utensili e suppellettili da cucina e altro materiale di epoca antica.

Si narra che a Prastarà ci fosse una caverna che era un vecchio passaggio per il mare ma ciò che è stato ritrovato al suo interno si discosta dalle narrazioni.

All’interno infatti sono stati ritrovati reperti archeologici, risalenti all’età del bronzo, nel periodo compreso tra il 2200 e il 900 a.C.

Sono stati rinvenuti nello specifico pezzi di vasi in terracotta con vere incisioni dette a “dente di Cane”, frammenti di punta di lancia in ossidiana per la caccia degli animali, frammenti di utensili in ossidiana che servivano per scuoiare le pelli.

L’uomo che frequentava Prastarà lavorava la creta, aveva scambi commerciali (l’ossidiana era di Lipari) e subito dopo arrivò nella grotta arrivò S. Elia il Giovane, monaco siciliano che proprio in località Prastarà fondò dopo il suo arrivo il monastero omonimo intorno all’anno 880.

La roccia e la grotta di Prastarà sono un bene naturale prezioso del comune di Montebello Jonico da non perdere.

LocalitaMontebello Jonico

Latitudine

37.9817055

Longitudine

15.75876089999997