IL SENTIERO DELL’INGLESE

Informazioni

Dal Diario di un viaggio a piedi in Calabria e nel Regno di Napoli

Il sistema di viaggio che io e il mio compagno adottammo, allorché questi diari furono scritti, era il più semplice ed anche il meno costoso: abbiamo, infatti compiuto l’intero viaggio a piedi (…). In Calabria, un asino per caricarvi quel pò di bagaglio che avevamo portato con noi, ed una guida (…). Poiché in quelle province non ci sono alberghi, se non sulla strada carrozzabile che corre lungo la costa occidentale, il viaggiatore deve sempre contare sull’ospitalità di qualche famiglia, in ogni città che visita. 

Sono parole di Edward Lear, paesaggista/viaggiatore inglese, tratte da “Diario di un viaggio a piedi in Calabria e nel Regno di Napoli” (Editori Riuniti, 1992). Nel 1847 questo originale camminatore percorse a piedi la Calabria in luoghi che lui definì esotici e dai cui paesaggi trasse spunto per realizzare numerose e preziose stampe.

Fu ospitato dalle famiglie dell’epoca che lo aiutarono a comprendere meglio la realtà economica, culturale e sociale locale.

A testimonianza del suo viaggio, alcuni Comuni della Provincia di Reggio Calabria gli hanno dedicato numerosi monumenti e targhe.

Sulle orme di Edward Lear nella Calabria Greca

Oggi, a distanza di così tanti anni, l’esperienza del viaggiatore inglese viene riproposta in chiave moderna dalla Cooperativa Naturaliter. Traendo spunto dal suo racconto, già a metà degli anni ’90, è stata ideata una singolare proposta turistica basata sul viaggiare a piedi da paese a paese lungo sentieri naturalistici, accompagnati da una o più guide locali e da asini al seguito per il trasporto dei bagagli.

Il pernottamento avviene nei Centri e nei Borghi in cui fu ospitato l’inglese in B&B e/o appartamenti arredati e muniti di servizi.

Si tratta di un trekking non estremo, per gruppi organizzati composti da minimo 6 a massimo 24 partecipanti. È rivolto a coloro che amano camminare e si trovano nelle condizioni fisiche adatte a sostenere, ogni giorno per una settimana, camminate da minimo 5 a massimo 7 ore.

Il trekking si attua da marzo a giugno e da fine agosto a ottobre. Si parte dalla Località Prastarà di Masella nel Comune di Montebello Jonico, dove è posta una stele dedicata ad Edward Lear, per terminare dopo 8 giorni a nel Borgo di Palizzi Superiore.

 

VIDEO IL SENTIERO DELL’INGLESE

PROGRAMMA

Il Programma è destinato a gruppi organizzati appassionati di trekking non estremo, composti da un minimo di 6 ad un massimo di 24 persone che amano camminare e si trovano nelle condizioni fisiche adatte a sostenere, ogni giorno per una settimana, camminate da minimo 5 a massimo 7 ore.

Il Programma si attua nei periodi marzo – giugno e settembre – ottobre. Si parte dalla Località Prastarà di Masella nel Comune di Montebello Jonico, dove è posta una stele dedicata ad Edward Lear, per continuare il cammino di sette giorni tra i Centri Storici e i Borghi di Pentedattilo, Bagaladi, Amendolea, Gallicianò, Bova, Roghudi Vecchio e Palizzi. Un viaggio a piedi tra natura, storia e cultura della Calabria Greca.

Brochure  del Pacchetto Turistico (Italiano, Inglese)

Cosa Portare nel Bagaglio

E’ indispensabile portare scarpe scarponcini da trekking, zaino anche di tipo scolastico, pronto soccorso personale, borraccia, mantellina e/o ombrello tascabile per eventuale pioggia.

Durata del Viaggio

8 giorni / 7 notti.

Accoglienza

2014 Pucambu cover BASSA

Gli Ospiti, al loro arrivo nella Calabria Greca, riceveranno il Volume  Pucambù – Guida al Turismo Sostenibile dell’Area Grecanica (guida bilingue italiano, inglese).

1° GIORNO

Da Prastarà di Masella a Pentedattilo

Itinerario

L’itinerario è semplice e si snoda tra curiose formazioni rocciose e splendide vedute sul Borgo di Pentedattilo.

Partenza: Prastarà di Masella (215 mt)

Comuni Attraversati dal Percorso: Montebello Jonico e Melito Porto Salvo

Dislivello: 40 m in discesa e circa 85 m in salita

Tempo di Percorrenza: 2 ore circa

Lunghezza del Percorso: 4 km circa

Presenza di Acqua Potabile: Bar del Borgo di Pentedattilo (all’arrivo)

Difficoltà: T

Arrivo: Borgo di Pentedattilo (280 mt)

Visita al Borgo di Pentedattilo

Cena e Pernottamento

La sistemazione è prevista nelle graziose casette dell’antico Borgo di Pentedattilo o nel vicino Ostello dell’Associazione Pro Pentedattilo.

 

2° GIORNO

Da Pentedattilo a Bagaladi

Itinerario

Si lascia il Borgo incantato di Pentedattilo partendo dalla Piazzetta di fronte al Borgo di Pentedattilo, sopra la Chiesa della Candelora, percorrendo la vecchia via di accesso al Borgo. Dopo il primo tornante si segue la strada sterrata che costeggia la Rocca sulla destra e si prosegue fino a raggiungere la Borgata Sant’Antonio, posta dietro la Rocca medesima. Si prosegue a destra e dopo un breve tratto si imbocca la strada che scende verso il Torrente San Vito conosciuta meglio come Fiumara di Annà. Giunti sul greto del Torrente si risale lo stesso per un brevissimo tratto fino a giungere ai ruderi di alcune case coloniche. Giunti alle case si imbocca la strada sterrata in salita per risalire sul versante opposto a quello da cui si è arrivati, denominato Vigna della Corte.  Man mano che si sale il panorama diventa sempre più bello e suggestivo con le enormi Rocche di Pentedattilo e Santa Lena, il blu del mare dello Stretto di Messina e la maestosa montagna dell’Etna sullo sfondo.

La salita termina a Punta di Leo (502 m slm) e da qui si prosegue sul crinale in direzione nord. Il panorama cambia radicalmente e la vista si apre sulla sottostante Vallata del Tuccio ricca di agrumeti e di agglomerati urbani.  Dopo un tratto in quota ricomincia la leggera salita che immette negli uliveti e, dopo qualche tornante, appare sulla sinistra Monte Bosso (664 m slm) con le sue formazioni rocciose a pinnacoli simili a quelle delle rocce di Pentedattilo. Superate le formazioni rocciose si giunge ad un quadrivio dove si prende la direzione a destra. La strada sterrata continua a salire, in mezzo agli uliveti e a piccoli boschi di querce, fino alla sella dove si trova una vecchia casa colonica tra le piante di ficodindia. Si prosegue quasi fino a Punta d’Argento (743 mslm) dove, sulla destra, si vede la sagoma di Monte Scarrone, che prende il nome, per la sua forma, dal termine dialettale scarruni (dente canino). Superata Punta d’Argento è visibile sulla sinistra la conca in cui sorge il Borgo di Fossato Jonico.  Si procede sempre nella stessa direzione fino ad arrivare a un trivio dove è presente una costruzione in muratura ad un vano. Si prende a destra e si inizia a scendere verso la Fiumara Paludi, affluente del Pristeo, a sua volta affluente della Fiumara del Tuccio.  La strada porta direttamente nel greto della letto del Paludi, che viene percorso fino all’incrocio con il Pristeo dove si trova una fontana con abbeveratoio. Si prosegue in discesa fino all’incrocio con la Fiumara del Tuccio che si risale fin sotto l’abitato di Bagaladi.  Risalendo il letto della Fiumara, sulla sinistra si incrocio la parte finale di un affluente del Tuccio che attraversa Bagaladi, facilmente individuabile per la presenza di un alto traliccio per il trasporto dell’energia elettrica. Si procede ancora per un breve tratto e, sempre sulla sinistra, si incrocia un secondo affluente rettilineo del Tuccio, caratterizzato dalla presenza di grandi argini in pietra. Si segue la stradina che percorre l’affluente e si arriva nel Centro abitato di Bagaladi (475 m slm). Risalendo l’affluente, sulla destra, si arriva all’Ex Frantoio Jacopino dove è collocata la Porta del Parco dell’Aspromonte, il Museo dell’Olio e un ottimo ristorante.

Partenza: Borgo di Pentedattilo (280 mt)

Comuni Attraversati dal Percorso: Melito Porto Salvo, Montebello Jonico, Bagaladi

Dislivello: circa 570 m in salita e 350 m circa in discesa

Tempo di Percorrenza: 6 ore circa

Lunghezza del Percorso: 15 km circa

Presenza di Acqua Potabile: Al bar alla partenza, fonte all’incrocio tra i torrenti Paludi e Pristeo

Difficoltà: E

Arrivo: Bagaladi – Piazza Berlinguer (475 m)

Visita al Centro Storico di Bagaladi

 Cena e Pernottamento

Accoglienza e cena nei  locali della Porta del Parco dell’Aspromonte ricavati all’interno dell’antico Frantoio Iacopino. Pernottamento nelle case del sistema di ospitalità del Centro Storico a cura della Cooperativa Grecale.

3° GIORNO

Da Bagaladi ad Amendolea

Itinerario

Si parte di buon mattino da Bagaladi per scendere verso la Fiumara del Tuccio e poi risalire, attraversando i secolari uliveti, verso il Centro Storico di San Lorenzo a 787 m. Si arriva, dopo due ore di cammino, nella caratteristica piazza principale con il suo  olmo secolare. Da San Lorenzo si continua in direzione di San Pantaleone, passando dal Santuario della Maria SS Assunta della Cappella, ubicato nell’omonima località, costruito nel XVII secolo e che conserva una suggestiva icona della Madonna Nera risalente con molta probabilità al XII secolo. Si arriva a San Pantaleone, Borgo agricolo di mezza collina situato a 550 m slm, per  per poi proseguire verso la Fiumara Amendolea attraversando campi un tempo coltivati a grano e il caratteristico Borgo di Grotte di Condofuri con soli 20 abitanti. Arrivati alla Fiumara, se ne segue il percorso fino ad arrivare alla caratteristica Rocca di Lupo. Di fronte apparirà il caratteristico e abbandonato Borgo di Amendolea Vecchia, raggiungibile percorrendo una ripida strada che attraversa il Borgo di Amendolea Nuova. Dopo la visita al Borgo si ritorna indietro per raggiungere il caratteristico Agriturismo Il Bergamotto.

Partenza: Bagaladi – Piazza Berlinguer (475 m)

Comuni Attraversati dal Percorso: Bagaladi, San Lorenzo e Condofuri

Dislivello: circa 340 m in salita e 640 m in discesa

Tempo di Percorrenza: 5 ore circa

Lunghezza del Percorso: 14 km circa

Presenza di Acqua Potabile: a Bagaladi alla partenza, a San Lorenzo e a San Pantaleone

Difficoltà: E

Arrivo: Borgo di Amendolea (145 m)


Visita al Borgo di Amendolea Veccchia

Cena e Pernottamento

Accoglienza e cena nell’Agriturismo “Il Bergamotto” di Ugo Sergi. Cena a base di prodotti tipici con musiche e danze della Calabria Greca.

4° GIORNO

Da Amendolea a Gallicianò

Itinerario – Andata

Si parte dell’Agriturismo Il Bergamotto prendendo il sentiero che inizia dietro l’Azienda e lo si segue fino a giungere alla Fiumara Amendolea.Dopo averla attraversata ed aver superato un cancello in ferro si continua su una strada sterrata andando verso monte, attraversando campi coltivati e fioriti, fino a giungere in un ampio terrazzamento un tempo coltivato a grano duro. Sulla destra del terrazzamento, dopo alcuni alberi di pero, si diparte un sentiero che occorre prendere e, dopo aver attraversato un tratto in mezzo ai fico d’india, si continua a salire fino alla sommità del Monte Maradha (463 m) che si raggiunge dopo avere attraversato alcune rocce. Da qui si segue la pista, in quota e con panorami mozzafiato, che porta, in Località San Simio, sulla strada asfaltata che dalla SS 106 Jonica va al Borgo di Gallicianò. Poco prima di giungere sulla strada asfaltata, scendendo a destra lungo la pista si incrocia, sulla sinistra,  un sentiero ben visibile che sale ripidamente. Si percorre questo sentiero, tenendo come punto di riferimento le case in alto di Località Palazzine di Gallicianò. Si attraversano appezzamenti di terreno coltivati e uliveti fino a giungere ad una vasca in cemento con fonte d’acqua. Si prosegue lasciando sulla sinistra la vasca e, dopo aver superato delle piante di ulivo secolari, si continua in direzione di una recinzione. Attraversato un piccolo impluvio si sale, per qualche minuto, fino a giungere su una strada sterrata. Si prosegue sulla destra per circa cinque minuti per poi continuare su un sentiero ben visibile che sale ripidamente sulla sinistra. Dopo un passaggio tra splendide piante di fico d’india si giunge sulla strada asfaltata in Località Palazzine. Si continua a destra sulla strada asfaltata che conduce al Borgo di Gallicianò in circa venti minuti.

Partenza: Borgo di Amendolea (145 m)

Comuni Attraversati dal Percorso: Condofuri

Dislivello: circa 620 m in salita e 536 m in discesa

Tempo di Percorrenza: 2 ore e 30 circa

Lunghezza del Percorso: 6,30 km

Presenza di Acqua Potabile: ad Amendolea alla partenza, diverse fonti a Gallicianò tra cui la Fonte dell’Amore

Difficoltà: E

Arrivo: Borgo di Gallicianò (620 m)

Visita al Borgo di Gallicianò

Itinerario – Ritorno

Si riparte per il ritorno ad Amendolea seguendo per un centinaio di metri la strada asfaltata fino ad arrivare ad una curva dalla quale, sulla sinistra, si diparte una strada in cemento, che poi diventa sterrata, che porta al Cimitero. Si segue la strada sterrata per circa un’ora, facendo attenzione a non prendere nessuna deviazione, fino a giungere in un’ora di cammino alla Fiumara Amendolea in Località Foculiu (255 m). Da qui si prosegue percorrendo il letto della Fiumara Amendolea, attraversando vari guadi, per giungere dopo circa un’ora e mezza di cammino ad Amendolea  all’Agriturismo il Bergamotto.

Partenza: Borgo di Gallicianò (620 m)

Comuni Attraversati dal Percorso: Condofuri

Dislivello: circa 620 m in salita e 536 m in discesa

Tempo di Percorrenza: 3 ore circa al ritorno

Lunghezza del Percorso: 7,00 km (andata e ritorno)

Presenza di Acqua Potabile: diverse fonti a Gallicianò tra cui la Fonte dell’Amore

Difficoltà: E

Arrivo: Borgo di Amendolea (145 m)

Cena e Pernottamento

Accoglienza e cena nell’Agriturismo “Il Bergamotto” di Ugo Sergi. Cena a base di prodotti tipici con musiche e danze della Calabria Greca.

 

5° GIORNO

Da Amendolea a Bova

Itinerario

L’itinerario, che si basa su un sentiero recentemente segnato dal CAI – Sezione Aspromonte di Reggio Calabria, attraversa campi e terrazzamenti un tempo coltivati per la produzione di grano duro o coperti da uliveti e vigneti autoctoni. Oggi, abbandonata la coltivazione del grano, sono rimasti gli uliveti e vigneti da quali si producono ottimi olii extravergine e i rinomati vini IGT Palizzi. In particolare, una delle località che si attraversa è chiamata Brigha è nella cultura contadina rinomata per la qualità delle sue produzioni.  

Si parte dall’Agriturismo “Il Bergamotto” scendendo per circa 300 metri sulla strada asfaltata e, prima di arrivare al ponte, si gira a sinistra nel Torrente Cozzi, che nasce tra le montagne di Bova per poi confluire nella Fiumara Amendolea. Si attraversa il Torrente e si prosegue per un breve tratto fino ad incontrare un sentiero che sale rapidamente fino ad incrociare una strada sterrata. Si prosegue sulla strada sterrata per circa 15 minuti fino ad incrociare, sulla sinistra, un piccolo sentiero che, dopo un brevissimo tratto in discesa, sale fino a giungere a delle rocce e ad un cancello in legno. Dal cancello in legno il sentiero è più visibile e si prosegue percorrendolo e, dopo aver superato un cancello in ferro, si arriva ad un quadrivio. Al quadrivio si svolta a destra per percorrere una pista che passa accanto ad alcune querce secolari fino a giungere ad un abbeveratoio. Superato l’abbeveratoio si abbandona la pista e si prosegue su un sentiero ben visibile che, dopo avere attraversato una macchia di alberi (Cisto), porta ad alcuni terrazzamenti un tempo coltivati per la produzione di grano duro. Si prosegue tra i terrazzamenti in direzione di un manufatto rurale che probabilmente alle origini era un Monastero dei monaci bizantini. Dal manufatto si sale seguendo una pista ben tracciata che conduce ad una strada sterrata utilizzata dai contadini e dai pastori. Si prosegue sulla strada sterrata per circa 15 minuti fino ad arrivare ad un cancello in ferro e, dopo averlo superato, si segue la strada in salita fino ad arrivare ad un frantoio ancora funzionante. Dal frantoio si prosegue sulla strada fino ad incrociare la strada asfaltata. Si continua a sinistra sulla strada asfaltata per circa un’ora fino a giungere ai piedi del Centro Storico di Bova; in questo tratto alcune scorciatoie potranno consentire di accorciare il percorso evitando di percorrere tutti i tornanti della strada asfaltata. Si continua tra i caratteristici vicoli del Centro Storico fino a giungere a Piazza Roma, la piazza principale dove ha sede il Municipio.

Partenza: Borgo di Amendolea – Azienda Agrituristica “Il Bergamotto” (140 m)

Comuni Attraversati dal Percorso: Condofuri e Bova

Dislivello: circa 680 m in salita

Tempo di Percorrenza: 4 ore circa

Lunghezza del Percorso: 8,5 km circa

Presenza di Acqua Potabile: all’Agriturismo “Il Bergamotto” alla partenza

Difficoltà: E

 Arrivo: Bova – Piazza Roma (820 m)

Visita al Centro Storico di Bova

Cena e Pernottamento

Cena nel Ristorante Grecanico di Bova a base di prodotti tipici con musiche e danze della Calabria Greca. Pernottamento nelle case del sistema di ospitalità del Centro Storico a cura della Cooperativa San Leo.

6° GIORNO

Da Bova a Roghudi Vecchio


Itinerario

L’itinerario ripercorre uno dei più antichi sentieri che collegavano Bova, Roghudi e l’Aspromonte interno. Il sentiero è un’antica mulattiera che, fino alla fine degli anni settanta, veniva percorsa abitualmente dagli ultimi abitanti della vallata e del Borgo di Roghudi. Una parte della mulattiera, ancora oggi in ottimo. è inserita tra i Siti del Progetto Segni dell’Uomo nelle Terre Alte dell’Aspromonte, realizzato dal CAI – Sezione Aspromonte di Reggio Calabria. La mulattiera attraversa terrazzamenti e lungo il suo percorso si incontrano casolari e manufatti abbandonati, testimonianze di un passato rurale importante. Percorrendo la mulattiera, per buona parte del percorso, si può osservare dall’alto l’imponente letto della Fiumara Amendolea, prima di incrociarlo e percorrerlo per circa un’ora per arrivare ai piedi del Borgo di Roghudi.

Si parte da Piazza Roma per uscire dal Centro Storico percorrendo la strada asfaltata passando accanto al Ristorante Grecanico, al Campo Sportivo e si prosegue verso i Campi di Bova. per la . Si supera il , la piazza principale di Bova si scende sulla strada asfaltata in direzione del Ristorante Grecanico della Cooperativa San Leo e del Campo sportivo. Si prosegue su questa strada, che porta ai Campi di Bova, fino in Località Mandùddhuro, sulla Via Polemo, dove si incrocia sulla sinistra un’altra strada asfaltata che scende in direzione di alcune case e che prosegue fino ad  Amendolea. In prossimità della prima casa si prende, sulla destra, un sentiero ben segnalato (segnaletica bianca e rossa) in quanto fa parte del percorso Bova – Delianuova realizzato dall’Associazione GEA (Gruppo Escursionisti Aspromonte). Si segue il sentiero, che è una comoda mulattiera, evitando di svoltare a sinistra, al primo incrocio che s’incontra, in quanto si arriverebbe al Borgo di Gallicianò. Si continua a camminare e, dopo aver superato alcuni piccoli ruscelli ed un bosco di leccio, si giunge in Località Lestizzi (m 668) dove sulla sinistra sono presenti alcune  case diroccate, utilizzate come ricovero per le mucche, e alcune secolari piante di ulivo. Si prosegue per un breve tratto sul sentiero, lungo la recinzione delle piante di ulivo, fino ad incontrare sulla sinistra un ovile abbandonato. Si imbocca il sentiero sulla sinistra e lo si percorre, superando grandi alberi di castagno e un ruscello, fino a giungere in Località Spartusa (671 m), riconoscibile dalle case diroccate e dalla presenza di alcuni grandi alberi di gelso. Si continua sul sentiero che scende lievemente e passa sotto gli alberi di gelso, stando attenti a non prendere la strada sterrata che sale fino ai Campi di Bova. Dopo aver superato alcune case diroccate ed un altro ruscello si giunge al Vallone Chieromandri. Superato il vallone, facendo molta attenzione a questo tratto del sentiero che attraversa un’area soggetta spesso a frane, si prosegue verso Località Tribona avendo come punto di riferimento le sue case ben visibili che si raggiungono dopo aver superato un altro ruscello. Lasciate le case  si attraversa un terrazzamento con piante di ulivo e di ciliegio per poi proseguire, sulla destra, su un sentiero che conduce in Località Noi (m. 516) con i suoi terrazzamenti, le coltivazioni diffuse e i numerosi casolari e masserie. Da qui  si prende la strada sterrata e la si percorre in salita, per poche decine di metri, per poi continuare a sinistra lungo il sentiero che conduce, in pochi minuti, ad un casolare abbandonato da dove è possibile osservare la Fiumara Amendolea, che scorre un centinaio di metri più a valle, e intravedere il Borgo di Roghudi Vecchio. Si lascia il casolare abbandonato, scendendo rapidamente, fino a giungere ad uno spuntone e ad una vecchia costruzione abbandonata. Si prosegue verso destra, sempre in discesa, superando una grossa cisterna abbandonata, a monte della quale è possibile rifornirsi di acqua potabile. Si prosegue fino a giungere a dei vecchi casolari, ben visibili dall’alto, situati in prossimità del greto della Fiumara Amendolea. Lasciati i casolari si scende sulla sinistra verso la Fiumara Amendolea (m 341) e, una volta raggiunto il greto, la si risale liberamente camminando per circa un’ora fino a giungere ai piedi del Borgo di Roghudi Vecchio. Da qui si risale verso il Borgo percorrendo i vicoli che portano alla piazzetta e alla piccola Chiesa.

Il percorso di ritorno a Bova è previsto con fuoristrada e furgoni. Lungo la strada asfaltata, che dal Borgo di Roghudi Vecchio sale ai Campi di Bova, si incontrano due autentici monumenti naturali, la Rocca del Drago e le Caldaie del Latte.

Partenza: Bova – Piazza Roma (820 m)

Comuni Attraversati dal Percorso: Bova, Condofuri, Roghudi

Dislivello: 245 m in salita e 500 m circa in discesa

Tempo di Percorrenza: 4 ore e 30 circa

Lunghezza del Percorso: 11,90 km

Presenza di Acqua Potabile: a Bova alla partenza; fonte di Verceo che si raggiunge con una breve deviazione quando si percorre la strada asfaltata che da Bova porta in località Mandùddhuro; fontana in prossimità del Vallone Lestizzi; Borgo di Roghudi Vecchio.

Difficoltà: E

Arrivo: Roghudi Vecchio (527 m)

Visita al Borgo Abbandonato di Roghudi Vecchio


Cena e Pernottamento

Cena nel Ristorante Grecanico di Bova a base di prodotti tipici con musiche e danze della Calabria Greca. Pernottamento nelle case del sistema di ospitalità del Centro Storico a cura della Cooperativa San Leo.

7° GIORNO

Da Bova a Palizzi Superiore

Itinerario

Si parte dalla piazza principale di Bova, Piazza Roma, prendendo la Via Borgo fino a giungere alla Macelleria e alla Bottega per la Vendita di Prodotti Tipici “Al Borgo”, da dove svoltando sulla destra si prosegue, per alcuni metri, su una stradina in cemento fino a giungere al primo incrocio per svoltare a sinistra su un sentiero che porta ad una casa e ad una piazzola attrezzata per la sosta dei camper. Superata la casa, e poco prima della piazzola, si prosegue per un breve tratto in discesa sul selciato in pietra fino ad arrivare a un piccolo abbeveratoio con acqua. Superato l’abbeveratoio, il sentiero continua in cemento passando prima davanti ad un’altra casa e poi ad un piccolo cancello in legno. Superato il cancello si continua, sul sentiero a destra, fino a giungere ad un’abitazione delimitata da un muro di cinta. Si prosegue sempre sullo stesso sentiero, facendo attenzione a non prendere il sentiero che arriva in prossimità dell’abitazione, e dopo 15 minuti circa si incrocia una strada in cemento che si percorre fino ad arrivare ad una casa, posta sulla sinistra, e a superarla fino alla curva successiva, da dove si può imboccare un piccolo sentiero che permette di tagliare il tornante. Si riprende quindi la strada in cemento e la si percorre per circa 10 minuti fino a giungere ad una curva, prima di arrivare ad una casa sulla destra ancora abitata. Dalla curva si diparte il percorso in discesa verso valle della vecchia mulattiera che, nel breve tratto iniziale, non è immediatamente individuabile. Si scende fino a giungere ad rudere sulla sinistra utilizzato per ricovero di animali e, dopo averlo superato, si scende, per un brevissimo tratto, lungo la pista sterrata per poi riprendere la mulattiera sulla destra. Si prosegue in discesa, in direzione dei ruderi di un mulino ben visibile dall’alto, fino a giungere sulla Fiumara San Pasquale in Località Cosmano (420 m slm).

Raggiunta la Fiumara San Pasquale la si attraversa percorrendo il ponte di cemento per proseguire in salita, sull’altro versante, fino ad grande manufatto rurale abbandonato, ben visibile durante il percorso in discesa. Nei pressi del manufatto abbandonato, sulla destra, si diparte un sentiero che salendo porta ad una sella posta in mezzo alle rocce. Giunti sulla sella si prosegue, lungo un percorso ben visibile, che porta prima ad un altro rudere e poi ad un’altra casa diroccata riconoscibile da un muro che somiglia ai resti di una torre. Da questa casa diroccata si scende liberamente tra i terrazzamenti sino a riprendere il sentiero, in prossimità di una roccia. Proseguendo sul sentiero, dopo circa dieci minuti, si arriva ad una casa diroccata e si prosegue, passando accanto a una vecchia porcilaia, fino a giungere ad un torrente con dei grandi oleandri. Superato il torrente si continua in direzione di un altro rudere abbandonato, ben visibile durante il percorso, superato il quale si inizia la salita in direzione delle case poste sulla sommità in Località Licofossi (590 m slm). percorso in salita può essere fatto liberamente oppure seguendo la traccia recentemente realizzata dalle guide locali in mezzo ai cisti. Superate le prime e le seconde case si prosegue sulla strada sterrata che da Bova porta a Palizzi e giunti al bivio si continua a destra per circa un’ora fino a incrociare, in prossimità di Palizzi, la strada asfaltata che porta al cimitero. Da qui si svolta a sinistra, in direzione del cimitero, per poi arrivare, in pochi minuti, nel caratteristico Borgo di Palizzi Superiore.

Partenza: Bova – Piazza Roma (820 m)

Comuni Attraversati dal Percorso: Bova, Palizzi

Dislivello: circa 250 m in salita e 700 m circa in discesa

Tempo di Percorrenza: 4 ore e 30 circa

Lunghezza del Percorso: 12 km circa

Presenza di Acqua Potabile: a Bova alla partenza, fonte in località Agrappidà.

Difficoltà: E

Arrivo: Borgo di Palizzi Superiore (272 m)

Visita al Borgo di Palizzi Superiore

 

Cena e Pernottamento

Dal Borgo di Palizzi Superiore breve trasferimento per la cena e il pernottamento all’Agriturismo Agunì o sulla costa presso il Camping Doccica.

 

 

8° GIORNO

Da Bova a Reggio Calabria

Prima Colazione: Ristorante Grecanico della Cooperativa San Leo.

Trasferimento a Reggio Calabria, a cura della Cooperativa Naturaliter in treno o corriera, con possibilità (in base all’ora prevista di partenza) di visita al Museo Nazionale della Magna Grecia, per ammirare i Bronzi di Riace e tanti altri tesori meno conosciuti,passeggiata sul Lungomare “Italo Falcomatà”, che Gabriele D’Annunzio definì il più bel chilometro d’Italia, con lo scenario unico dello Stretto di Messina e dell’Etna.  Potrete fermarvi per visitare le Terme Romane e le Mura Greche e per degustare, in uno dei gazebo del lungomare, per degustare granite e gelati delle più famose gelaterie reggine.  

 

 

I SERVIZI

Servizio di Trasferimento dall’Aeroporto / Stazione Ferroviario di Reggio Calabria a Bova / Palizzi (A/R).

Pensione Completa.

Visite Guidate ai Borghi e Servizi di Guida per Trekking (con trasporto).

Il GAL Area Grecanica, attraverso l’Agenzia Pucambù, metterà a disposizione gratuitamente per ciascun Gruppo di Escursionisti un GPS Montana 680T con le tracce dell’itinerario già memorizzate.

Su richiesta potrà essere fornita anche una Videocamera GoPro HERO 4 Black Adventure Edition. Il costo giornaliero della Videocamera è di € 5,00. Gli Escursionisti potranno chiedere al GAL Area Grecanica la pubblicazione dei loro video sul Portale Calabria Greca.

Per richiedere il GPS e/o la Videocamera inviare una mail a: info@calabriagreca.it.

I PREZZI

Il Costo del Pacchetto Turistico per persona è di € 700,00.

Nel costo sono compresi i trasferimenti, il vitto, l’alloggio e i servizi delle Guide Naturaliter.

CARTA DEGLI AMICI DELLA CALABRIA GRECA

La Carta degli Amici della Calabria Greca permette di ottenere sconti per l’acquisto di prodotti enogastronomici e artigianali tipici che saranno disponibili presso le strutture ricettive o presso le botteghe dei borghi dell’Area Grecanica.

Carta Amici Calabria Greca (Ultimo)-001

Per saperne di più vai alla Pagina della Carta degli Amici della Calabria Greca

CARTOLINE DALLA CALABRIA GRECA

Set di 16 Cartoline del Parco Culturale della Calabria Greca

Cartolina Artigianato (Finale)

Cartolina Bergamotto (Finale En)Cartolina Borgo Gallicianò (Finale)Cartolina Borgo Palizzi (Finale)Cartolina Borgo Pentedattilo (finale)Cartolina Borgo Roghudi Vecchio (Finale)Cartolina Casa Musica (Finale)Cartolina Centro Storico Bova (Finale)Cartolina Fiumara Amendolea (Finale)Cartolina Monumenti Naturali (Finale)Cartolina Tartarughe (Finale)Cartolinza Paleariza (Finale)Cartolinza Trekking (Finale)Cartolina Narada (Finale)

Disponibilita e prezzi

Montebello Jonico

Montebello Jonico

Montebello Jonico è situato a 425 m s.l.m. .Il centro storico è ad impianto medievale, caratterizzato da strette viuzze e tratti costruiti a gradinate. Il paese è stato quasi interamente ricostruito dopo il terremoto del 1783, ma sono stati conservati, intatti, i ruderi degli antichi castelli medievali.

Quasi a giustificazione del suo nome, il paese gode di splendidi panorami, di grande interesse paesaggistico.

Vi operano alcuni artigiani, che lavorano il ferro battuto, e qualche pastore che produce formaggi e ricotte per il solo mercato interno.

Le produzioni locali più importanti sono cereali, frutteti, oliveti, bergamotto e vite, oltre alla presenza della pastorizia.

Una frazione importante di Montebello Jonico è Saline. Le saline, che hanno dato il nome alla frazione, appartenevano fin dal XI secolo dell’abbazia di Santa Maria di Terreti. Alla fine del IX secolo, questi stagni furono teatro del miracolo operato da Sant’Elia di Enna, il quale diede ordine al suo discepolo Daniele di gettare un salterio nell’acqua, ritrovato intonso quando questi tornò indietro a riprenderlo. Oggi nei pressi degli stagni abitati da cormorani, folaghe e persino fenicotteri c’è un porto insabbiato ed una gigantesca fabbrica non più in funzione.

IL NOME

Deriva secondo alcuni da Mons Bellus, un composto di “monte” e dell’aggettivo “bello”, nome che identifica la sua posizione geografica; secondo altri da Montis Belli, “monte della guerra”.

FRAZIONI E LOCALITÀ

Fossato Ionico, Saline Joniche, Masella, S. Elia, Stinò.

LA STORIA

Montebello, insieme alla sua frazione Fossato, furono probabilmente delle fortezze a difesa della via che collegava Reggio alla contea di Bova. Compresa nella baronia di San Niceto, fu unita, dopo la distruzione di quest’ultima, al feudo di Motta San Giovanni da cui si distaccò nel 1505 per passare prima agli Abenavoli e poi, nel 1531, ai Ruffo di Sinopoli. Acquistato nel 1549 da Giovanni Faraone di Messina, Montebello fu venduto l’anno dopo ai Guerrera che lo detennero fino 1585, quanto tornò agli Abenavoli fino al 1686. Seguirono i Lavagna, i Barone (1757), e, allo scadere del secolo, i Piromalli.

SCOPRIRE IL CENTRO STORICO

Montebello Jonico ha conservato una struttura medievale ed il centro storico è caratterizzato da viuzze e scalinate.

Nella piccola chiesa parrocchiale si conserva una delle prime opere scultoree, di matrice artistica latina, giunta nell’Area Grecanica: la Madonna della Presentazione (XV-XVI sec.), attribuita ad un ignoto scultore francese, seguace di Francesco Laureana. Tra il 14 e il 15 Agosto il borgo commemora la Morte e l’Assunzione della Madre di Dio. La sera del 14 Agosto, una processione guidata dall’icona della Madonna lascia la chiesa protopapale per sostare una notte nel cimitero. La mattina seguente è ricondotta nella sua casa, dove si celebra messa secondo il rito greco bizantino. Di notevole interesse sono, inoltre, le grotte di Lamia, in contrada San Pietro, nella frazione di Fossato. Secondo la leggenda vi trovò rifugio Lamia, amante di Zeus, punita dalla gelosia di Hera che la trasformò in un mostro, insieme alla sua unica figlia rimasta in vita: Scilla. In contrada Masella si innalzano invece le Rocche di Prastarà: rugose calcareniti abitate fin dalla Preistoria. Tra il IX e il X secolo da queste spelonche si elevarono le preghiere di Sant’Elia lo Speleota, di Sant’Elia di Enna, di Sant’Arsenio e di molti altri asceti che nella solitudine e nel silenzio cercarono Dio. Dalle grotte è possibile osservare due stagni identici, nei pressi della costa di Saline Joniche, frazione di Montebello.

Da visitare inoltre: i ruderi del Monastero di San Giovanni e Sant’Anastasio, il Castello Piromalli, le Grotte della Lamia, le Rocche di Prastarà e i laghetti naturali di Saline Joniche.

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Facilities

  • Aria Condizionata
  • Bar
  • Lavanderia
  • Minibar
  • Ristorante
  • Telefono in Camera
  • TV
  • WiFi

partenze

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