Informazioni

Percorso di trekking ad anello, tra siti d’interesse storico-culturale e panoramico, della collina Fossatese.

Scheda tecnica

Percorso ad anello: Lunghezza Km. 9.400
Dislivello: max 350 metri
Grado di difficoltà: “T/E” Tempi di percorrenza: 4 h
Note: munirsi di acqua alla partenza

Programma

Raduno dei partecipanti al ponte di Fossatello. Parcheggio delle auto presso il Campo Sportivo di Calamaci, tempo massimo 15 minuti.

Fossato nel suo passato è stato un centro di discreta importanza strategica nel commercio di prodotti agricoli con i paese limitrofi ed anche con la città di Reggio Calabria. Già nel diciottesimo secolo aveva un ruolo importante come ultima stazione di Posta lungo la Strada collinare che dalla Jonica portava alla Grande Città, questa collegava lungo una mulattiera trafficata gli abitati di Brancaleone, Bova, Condufuri, Roccaforte. Unica strada percorribile in quei tempi perchè abbastanza sicura negli spostamenti di mercanzie, la Marina era quasi tutta coperta da Stagni, e Pantani malsani e spesso le scorrerie piratesche mettevano a repentaglio l’incolumità dei viaggiatori. Lungo questo itinerario percorreremo un tratto in salita dall’abitato di Calamaci fino alla località Campicedhu per poi scollinare verso Musieti con affacciata panoramica sul balcone che ci permette di godere uno dei più belli panorami su Reggio Calabria.
Inizio passeggiata trekking. Si sale lungo il Torrente Calamaci (significato greco di: canneto) quindi luogo ricco di acque. Dopo circa un km. Di strada in leggera salita sulla sponda di sinistra del torrente si imbocca l’antico sentiero da “Nchianata i Rriggiu” vecchio nome della strada che attraverso uliveti pregiati porta al piano di Campicedhu, da qui alla discesa di Musieti verso S. Nicola di Rosario Valanidi.

Raggiunto il piano si svolta a destra lungo la strada per Allai, e a fianco dei grandi tralicci dei generatori eolici ENEL del Parco Eolico dei Comuni di Motta e Montebello Ionico. Dopo circa un km. Eccoci al balcone sullo stretto di Messina e l’Aeroporto di Reggio.Si percorre per un breve tratto l’antico sentiero di Musieti prima di ritornare verso la valle di Fossato.

Dopo circa un km. Eccoci al balcone sullo stretto di Messina e l’Aeroporto di Reggio. Si percorre per un breve tratto l’antico sentiero di Musieti prima di ritornare verso la valle di Fossato.

Al Bivio di Campicedhu si imbocca la strada in piano e leggera discesa verso “Tazza” attraverso una fitta vegetazione mediterranea e boschi di pini. Si potranno incontrare mandrie di bovini e greggi di pecore e capre al pascolo. La vista si affaccia a destra su una valle “Savucciu”, una volta ricca di abbondante acqua che scorreva per tutto l’anno luogo molto frequentato fino alla fine degli anni ’40. Le massaie fossatesi, non essendoci ancora un acquedotto a servizio delle abitazioni, vi si recavano per approvvigionamento e in special modo per fare il bucato. Nelle giornate soleggiate veniva fatto il bucato degli effetti letterecci e personali a ciclo completo. Si lavavano le lenzuola e gli indumenti e poi si faceva bollire l’acqua, e posti gli indumenti dentro una capiente cesta, si spargeva della cenere pulita, portata da casa con pentole e tripodi, e vi si versava acqua bollente. Il potere sbiancante della cenere filtrata dall’acqua bollente penetrava gli stati dei tessuti sbiancandoli e profumandoli. Era importante scegliere la “qualità” della cenere: mai di legno di castagno! Ma di ulivo e quercia, non lasciava alcun residuo di colore. Poi si stendeva tutto al sole poggiando il tutto sugli arbusti presenti sul greto del torrente e una volta asciugati si tornava alle proprie abitazioni. Delle volte erano presenti sul torrente anche 5/6 massaie che spesso “litigavano” per la scelta del posto migliore!
Tutta la valle da qualche decennio, coperta da fitta vegetazione in particolare querce e castagni, è la casa di numerose famiglie di cinghiali. I cacciatori locali spesso tornano dalle loro battute di caccia con trofei di notevole peso e dimensioni. Proseguendo lungo il sentiero sul crinale di fronte ammassi rocciosi di colore bianco, da questi la località era denominata “I Petri du Mulinu”.

Sfruttati nel passato per ottenere le macine rotonde dei Mulini e dei Trappiti. Scelta la pietra più idonea per misura e durezza la si portava a valle dove provetti scalpellini provvedevano a dare una forma circolare per poi essere utilizzata per macinare i cereali o schiacciare le olive. Si prosegue in leggera salita fino a raggiungere il piano ed un bivio, detto “A casa I ll’Africanu”. Si prosegue sulla destra verso l’area di picnic di Lungja. Realizzata dagli operai del consorzio di bonifica è meta di intere famiglie che, in estate, trascorre intere giornate nel fresco gradevole della pineta, cucinando e mangiando le prelibatezze locali, con la vista dell’Etna a destra e la Jonica a sinistra.

Tutta la valle da qualche decennio, coperta da fitta vegetazione in particolare querce e castagni, è la casa di numerose famiglie di cinghiali.
I cacciatori locali spesso tornano dalle loro battute di caccia con trofei di notevole peso e dimensioni. Proseguendo lungo il sentiero sul crinale di fronte ammassi rocciosi di colore bianco, da questi la località era denominata “I Petri du Mulinu”.
Sfruttati nel passato per ottenere le macine rotonde dei Mulini e dei Trappiti. Scelta la pietra più idonea per misura e durezza la si portava a valle dove provetti scalpellini provvedevano a dare una forma circolare per poi essere utilizzata per macinare i cereali o schiacciare le olive.
Si prosegue in leggera salita fino a raggiungere il piano ed un bivio, detto “A casa I ll’Africanu”.
Si prosegue sulla destra verso l’area di picnic di Lungja.
Realizzata dagli operai del consorzio di bonifica è meta di famiglie che, in estate, trascorrono intere giornate nel fresco gradevole della pineta, cucinando e mangiando le prelibatezze locali, con la vista dell’Etna a destra e la Jonica a sinistra.

Alla fine del rettilineo il santuario della Madonna di Lungja, piccola chiesetta rurale eretta agli inizi degli anni ’90 per volere del vecchio parroco Don Angelo Meduri e con il contributo di manodopera degli operai della Forestale, terreno donato dal Dr. Gullì e i materiali occorrenti donazioni della cittadinanza di Fossato. Da questo pianoro la vista spazia lungo la Valle del Torrente S. Elia, con il mare Ionio sullo sfondo Le Rocche di Prastarà a destra a sinistra Pentedattilo Sant’Elena San Lorenzo e Bova Superiore a fare da cornice ad un panorama mozzafiato e da cartolina.

Sosta per ammirare il panorama e ascoltare un po’ di storia, poi in discesa lungo i tornanti verso valle.

Sosta per ammirare il panorama e ascoltare un po’ di storia, poi in discesa lungo i tornanti verso valle. Dopo un km si imbocca la strada sulla destra che porta verso la Fonte di Calamaci.
Da questa strada sulla destra scendendo si può vedere meglio la fitta boscaglia che ospita i cinghiali. la zona dei cinghiali.

Continue battute di caccia alla conquista del trofeo più grosso, animata gara tra i cacciatori locali. In breve tempo si giunge al greto del torrente Calamaci, dove nel 2009 la Comunità Montana ha ripristinato l’antica sorgente, per tutti noi chiamata “A Castagnara” e dove sorge una buona area di sosta con panche e tavoli dove si può consumare una buona e ricca colazione.

È stato realizzato un tunnel della lunghezza di circa sette metri sul costone della montagna, perforandola alla ricerca dell’acqua più pulita.
All’interno del tunnel sono state ricavate due vasche di decantazione e da queste con una condotta di una ventina di metri viene alimentata la fontana per uso pubblico. Nelle vicinanze della fontana è stata realizzata una area di picnic finalizzata al ristoro dei visitatori.
La stessa è stata recintata con una staccionata in legno e la parte sporgente sulla briglia esistente, recintata con rete metallica onde evitare pericoli per i più piccoli frequentatori.
Si prosegue lungo il Calamaci fino a raggiungere l’Azienda Agricola Pugliesi dove si potra assistere alla trasformazione del latte della fattoria in ricotta e formaggio.
Il ristoro della comitiva sarà a base di ricotta e siero con pane duro locale con degustazione di salumi e formaggi il tutto innaffiato da buon vino locale. I partecipanti potranno acquistare sul posto i prodotti tipici dell’Azienda Agricola Pugliesi.

Si prosegue lungo il Calamaci fino a raggiungere l’Azienda Agricola Pugliesi dove si potra assistere alla trasformazione del latte della fattoria in ricotta e formaggio. Il ristoro della comitiva sarà a base di ricotta e siero con pane duro locale con degustazione di salumi e formaggi il tutto innaffiato da buon vino locale. I partecipanti potranno acquistare sul posto i prodotti tipici dell’Azienda Agricola Pugliesi.

Nelle vicinanze, si può visitare l’allevamento di cinghiali di proprietà dell’Azienda.

Attivita

Per visite guidate ed ospitalità contattare l'Associazione Culturale “I Fossatesi nel Mondo”.
Presidente: Mimmo Pellicanò cell. 328.4295358
Vice presidente: Fabio Macheda cell. 320.6926592
Email: fossatesi@fossatoionico.it

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